Trasformazione della Canapa

Trasformazione Canapa

Trasformazione canapa: destinazione e impieghi dei derivati

La canapa è una risorsa vegetale estremamente sottovalutata: a impatto zero, possono essere utilizzate tutte le parti della pianta e, dopo un’accurata trasformazione canapa, i suoi derivati possono essere destinati a diversi tipi di industria come quella cartaria, quella tessile o quella della bio-edilizia, ma anche molte altre ancora.

La canapa infatti, nella maggior parte dei casi, si è rivelata un ottimo sostituto dei derivati del petrolio. La sua coltivazione è inoltre a impatto zero e totalmente sostenibile: necessita di meno acqua, di meno spazio e in breve tempo riesce a fornire grandi percentuali di biomassa senza dover ricorrere all’uso di pesticidi. Inoltre,la produzione è molto più veloce rispetto a quella di altre colture. Essendo una pianta annuale, non è necessario aspettare decine di anni per ottenere la materia prima, cosa che invece accade quando si attende la crescita di alberi per l’industria della carta.

I derivati della canapa sono un’alternativa eco-friendly da tenere in considerazione: meno impattante, la canapa richiede meno acqua e sanifica aria e terreni, oltre a crescere in un tempo nettamente minore rispetto ad altre colture e a richiedere, in generale, superfici meno vaste da dedicare alla coltura.

Trasformazione canapa: i mille usi di un materiale multifunzionale

Come abbiamo visto, in base al modo in cui viene lavorata la pianta e alla trasformazione canapa, si ottengono diversi derivati: fibre corte e lunghe, semi e olio, possono essere impiegati in diversi settori, motivo per cui vengono destinati alle industrie più disparate.

Usi nell’industria alimentare e cosmetica: trasformazione canapa e parti della pianta utilizzate

La canapa è una pianta ampiamente sfruttata sia nell’industria alimentare che in quella cosmetica. In particolare, vengono utilizzati i semi e l’olio, elementi ricchi di proprietà benefiche per curare il corpo sia dall’interno che dall’esterno.
I semi di canapa hanno moltissime proprietà e si potrebbero considerare dei veri e propri integratori naturali: sono ricchi di acidi grassi e di omega 3 e 6, oltre ad essere una fonte importante di vitamine e antiossidanti e soprattutto di proteine. Sia i semi che l’olio hanno dunque dei valori nutrizionali che li rendono importantissimi nella dieta, e in particolare li rendono un grande supporto per chi segue una dieta vegetriana o vegana.

Ma come abbiamo già detto, la canapa è diventata protagonista di molte linee cosmetiche, essendo un vero e proprio elisir di bellezza. In modo particolare, la si può trovare in trattamenti cosmetici volti a risolvere problemi della pelle come acne e rossori, ma anche a dare sollievo alle pelli irritate. All’interno dell’olio di canapa c’è un’alta concentrazione di acido linolenico, rendendolo altamente antiossidante e performante.

Industria tessile

Anche nell’industria tessile la canapa trasformata è ampiamente sfruttata. I derivati destinati all’industria tessile sono sottoposti a uno specifico processo di trasformazione canapa, in modo da estrarre le fibre lunghe, ovvero quelle più morbide e pregiate grazie al basso contenuto di lignina, dal fusto.
La lavorazione della canapa tessile è totalmente meccanica: il prodotto finale è un tessuto morbido ed eco-sostenibile che si può impiegare per la realizzazione di indumenti e accessori. I tessuti derivati dalla canapa sono molto resistenti e durevoli e possono restituire delle tinte anche molto brillanti. Al tatto, il tessuto di canapa ha una consistenza molto simile al lino. Inoltre, può essere utilizzato miscelato ad altri tipi di fibre.
Si tratta di un tessuto altamente traspirante, perfetto per i mesi più caldi, essendo anche un ottimo termoregolatore.
Se utilizzato da solo, è un tessuto totalmente biodegradabile, vegan e senza derivati animali, cosa che rende la canapa una delle fibre tessili più sostenibili in assoluto.

La canapa nell’industria cartaria

L’uso di questo vegetale nella produzione della carta non è una novità: già 2000 anni fa la fibra della canapa veniva utilizzata per creare superfici su cui scrivere. Il procedimento per la creazione della carta da canapa è piuttosto semplice, motivo per cui fino alla fine dell’800 la maggior parte dei fogli erano composti da questo materiale.

Si tratta di un tipo di carta altamente sostenibile: non prevede l’utilizzo di sostanze chimiche per trattare la pasta, rispettando l’ambiente. La canapa, rispetto alla cellulosa, è un’ ottima alternativa per contrastare il disbocamento intensivo volto alla produzione di carta. I tempi di ricrescita della pianta di canapa sono molto più rapidi rispetto alle tempistiche necessarie per la crescita degli alberi. Inoltre, la carta di canapa può essere riciclata numerose volte.
È un materiale composto da lignina e da polpa legnosa, motivo per cui è molto più corposa e resistente rispetto alla carta di cellulosa, costituita in gan parte da residui vegetali.

La canapa nella bio-edilizia

Le fibre vegetali della canapa sono talmente resistenti da essere impiegate sempre di più nel settore della bioedilizia: resistente, ecologica ed economica, la canapa sta iniziando ad occupare un ruolo preponderante in questo settore.

Una volta trasformata, la canapa può sostituire vetro, legno e materiali normalmente usati nell’industria. Si tratta di un materiale che resiste anche al fuoco e non dobbiamo stupirci se viene usato nell’edilizia. Le fibre vegetali infatti, se mischiate con l’acqua, possono produrre una pasta molto versatile con la quale costruire bio-mattoni, intonaco e isolanti. Inoltre, si tratta di un materiale “carbon negative“, che riduce dunque le emissioni di CO2, sanificando così gli ambienti e abbattendo drasticamente le emissioni.

Considerata l’importanza del tema ambientale al giorno d’oggi, l’Unione Europea da una decina d’anni ha deciso di investire maggiormente in questo materiale che, rispetto ai materiali più classici, è totalmente sostenibile – basta considerare che, nell’industria edile, l’utilizzo della canapa fa risparmiare circa il 90% di acqua – e offre numerosi benefici, oltre alla qualità e all’estrema versatilità.
Oggi, grazie alla nuova tecnologia di stampa 3D, è possibile stampare dei pannelli altamente efficaci e termoregolatori, con cui si può costruire una casa in poche settimane, creando degli ambienti non solo meno impattanti, ma anche più salutari per chi ci vive.

La nuova “plastica” di canapa

La plastica è un materiale altamente inquinante di cui un’alta percentuale finisce nei mari, inquinando i fondali e uccidendo diverse specie marine. Oltre ad avere una decomposizione dai ritmi molto lenti, la plastica si disintegra in microparticelle che, ingerite dagli organismi acquatici, entrano a far parte della catena alimentare, intossicando anche noi.

Non è un caso che molti Paesi, e in modo particolare l’Italia, stiano investendo nella produzione di bioplastiche, tra cui quella di canapa. La plastica di canapa è un materiale termoplastico molto simile al propilene, che si produce a partire dai rifiuti di lavorazione della canapa. Nasce dunque un elemento versatile come la plastica ma totalmente biodegradabile, senza tossine e a prezzi competitivi rispetto ai materiali plastici tradizionali (il prezzo, per la bioplastica in canapa, ammonta a circa 2,5€ al kg).
Questa nuova plastica può essere utilizzata nella per le stampe 3D, nel settore automobilistico e come imballaggi sia alimentari che non.