Cos’è la Canapa: tutto quello che dovresti sapere

Cos'è la Canapa: tutto quello che dovresti sapere

La canapa è una pianta legnosa caratterizzata da fibra molto resistente e semi ricchi di principi attivi, il cui utilizzo può vantare origini antichissime. In base alla sua lavorazione e all’impiego che se ne vuole fare può essere impiegata in molteplici settori: da quello alimentare a quello tessile.

Ci sono molte varietà di piante la cui differenza sta nel grado di Thc, sostanza chimica responsabile degli effetti sul sistema nervoso dell’essere umano. La più coltivata è la Canapa Sativa, proprio perché nella sua resina la percentuale di Thc è quasi assente. Per questo motivo è la più utilizzata nel settore industriale.

Canapa: le caratteristiche

Si tratta di una pianta erbacea annuale che può raggiungere fino ai 5 metri di altezza, estremamente robusta, le cui foglie lanceolate sono la fonte principale di energia. Infatti, le foglie a ventaglio sono indicatori dello stato di salute della pianta, poiché è proprio dalle foglie che si può vedere se è stata attaccata da muffe o è stata infestata.

È una pianta dioica spontanea, con fiori maschili e fiori femminili su esemplari separati. Il sesso del singolo elemento è facilmente riconoscibile a partire dai fiori, già allo stato embrionale: i fiori maschili si presentano in gruppi di boccioli riuniti in grappoli ascellari; ogni singolo fiore mostra 5 stami. Le piante maschili sono quelle che producono i fiori che rilasciano il polline.
Quella femminile presenta invece una falsa spiga, grossa e compatta; a sua volta, il singolo fiore ha un ovario uniloculare. È proprio da questi fiori che si sviluppano le cime.
Talvolta, può capitare che esemplari di sesso femminile sviluppino organi riproduttivi maschili, diventando ermafroditi. È un meccanismo di autodifesa della pianta, la quale, in circostanze di forte stress in cui teme per la sua incolumità, si sviluppa in modo da potersi autoimpollinare, garantendo così la produzione di semi prima della morte della pianta.

La canapa è una pianta brevidiurna ed il suo sviluppo vegetativo si realizza principalmente durante i giorni estivi. Quando poi, a fine stagione, le ore di luce cominciano a diminuire progressivamente, inizia a fiorire. Il numero minimo di ore di luce necessario alla fioritura va dalle 12 alle 14 ore. Normalmente, e in modo particolare le varietà medicinali, viene coltivata in ambienti artificiali (i cosiddetti ambienti indoor) in cui viene aumentato il periodo di esposizione alla luce, che a volte può raggiungere anche le 24 ore. La raccolta, soprattutto nel caso di esemplari coltivati a scopo terapeutico, deve avvenire nel momento di massima fioritura, in cui c’è un’alta concentrazione di cannabinoidi. Le infiorescenze femminili e le foglie sono dunque le principali fonti di principi attivi.

Canapa o cannabis?

La canapa e la cannabis vengono spesso confuse, ma le differenze ci sono, anche se molto sottili, pur essendo appartenenti alla stessa specie vegetale. La principale differenza sta nel quadro genetico, conseguenza di due diversi tipi di evoluzione. Di base, la grande differenza sta nella quantità del Thc presente nelle foglie, sostanza chimica che fa rientrare la cannabis nella lista delle piante leggere. La canapa è quasi priva di Thc, motivo per cui è quella maggiormente coltivata e utilizzata per la produzione di alimenti come i semi di canapa, l’olio o la farina, essendo ricchi di sostanze nutritive, ma non solo. La canapa può essere utilizzata in molteplici settori come quello del bio-carburante, dei tessuti e del cordame, della cosmetica e di molti altri ambiti innovativi, come quello della bio-edilizia.

Piante di canapa

Le varietà di tipo industriale sono numerosissime, ma le più conosciute e diffuse sono tre: la Canapa Sativa, la Canapa Indica e la Canapa Ruderalis.

La Sativa è sicuramente la varietà più diffusa. L’origine la si può circoscrivere alle zone più calde, vicine all’equatore, in cui le ore di esposizione solare giornaliera si mantengono costanti tutto l’anno. Questo tipo di habitat in cui si è sviluppata la Sativa ha conferito particolari caratteristiche che la contraddistinguono: a differenza delle altre piante, questa si presenta come meno cespugliosa e più ariosa, oltre ad essere quella che raggiunge le dimensioni più imponenti, con periodi di fioritura più lunghi e rese produttive più elevate. Nelle foglie di Sativa c’è una maggiore concentrazione di Thc e una minor quantità di Cbd, altro cannabinoide non psicoattivo presente in grandi quantità nella canapa. La Canapa Sativa ha dunque effetti stimolanti ed è particolarmente indicata a scopo terapeutico.

La Canapa Indica è normalmente indicata per chi ha poco spazio da dedicare alle coltivazioni; gli esemplari di Indica si contraddistinguono infatti per le dimensioni più contenute e cespugliose. Inoltre, l’Indica dà la possibilità di avere molteplici fioriture in meno tempo. La varietà Indica proviene dalle zone subtropicali del pianeta, in zone abbastanza lontane dall’equatore e in cui le ore di luce solare sono molto più variabili, come ad esempio il Pakistan e l’Afghanistan. Per sfruttare al massimo la luce solare, le foglie della Canapa Indica si sono sviluppate diversamente, risultando più tozze e arrivando a un processo di fioritura più accelerato. Questa pianta è dunque consigliata a coloro che vogliono sfruttarne al massimo le potenzialità in tempi relativamente brevi. Grazie al suo rapporto di CBD/THC, la Indica apporta un maggiore rilassamento a chi la utilizza.

Altra varietà molto nota è la Canapa Ruderalis, che potremmo considerare come una new entry diffusasi in tempi recenti. Originaria della Russia, in natura cresce in ambienti particolarmente rigidi, freddi. Rispetto ad altre piante, la Ruderalis semplifica di molto la vita a chi la coltiva grazie alla sua capacità di auto-fiorire, non avendo bisogno di stimolazione luminosa. Fiorisce ogni 2-4 settimane circa. Dunque è molto conosciuta da chi non ha il pollice verde, proprio perché non necessita di particolari attenzioni, divenendo così molto popolare.
A livello terapeutico è però poco funzionale a causa delle sue quantità di Thc e di Cbd che sono quasi nulle.

Proprietà e benefici

Le proprietà di questo vegetale sono innumerevoli: ricco di acidi grassi e di omega 3 e 6, è una preziosissima fonte di vitamine e antiossidanti naturali. Tutte queste proprietà la rendono perfetta per l’ambito cosmetico e dell’industria alimentare. Grazie alle innumerevoli sostanze nutritive, è ottima per trattare la pelle e curare rossori, infiammazioni e screpolature grazie all’alta concentrazione di acido linolenico, che rende i derivati di questa pianta dei prodotti altamente antiossidanti e performanti. I semi sono un integratore alimentare completo: composti al 25% da proteine e 8 amminoacidi essenziali, si tratta di alimenti proteici completi, ottimi per chi sostiene una dieta vegetariana o vegana. In cucina viene utilizzato molto anche l’olio, caratterizzato dal colore verde intenso e un gradevole retrogusto di nocciola. Si tratta di un vero elisir naturale, ottimo per prevenire problemi cardiovascolari, di colesterolo e di artrosi, ma anche eczemi e acne.

Coltivazioni di canapa nel mondo

Le coltivazioni di canapa hanno una storia molto antica, che risale almeno all’8000 a.C., ma la coltivazione diffusa in Occidente inizia nel XVIII secolo. In passato, essendo una pianta particolarmente semplice da curare in differenti circostanze, era molto diffusa, soprattutto nelle zone Medio-europee.

All’inizio del ‘900, l’Italia era già uno dei maggiori produttori mondiali, con oltre 90mila ettari dedicati alle coltivazioni. In anni più recenti, dopo un periodo di stallo dovuto agli interventi normativi antidroga e alla scoperta di altre fibre sintetiche più economiche, la coltivazione è ripresa, non solo in Italia, ma in molti Paesi europei. Oggi, il mercato della cannabis light è cresciuto dell’80% in Italia, e si prevede un incremento del 700% entro il 2020, riportando l’Italia in testa alle classifiche dei maggiori produttori mondiali.

Produzione e lavorazione

I passaggi fondamentali dell’estrazione delle fibre sono due: la macerazione e la stigliatura. La macerazione, che porta al rilascio delle fibre, a livello industriale può avvenire in acqua, tramite macerazione in canali o in luoghi caratterizzati dalla presenza di acqua corrente, in acqua calda o con l’aggiunta di agenti batteriologici in seguito alla rottura della parte legnosa della pianta.
Una volta eseguita la macerazione, si passa al passaggio della stigliatura, ovvero la separazione delle fibre tessili dai fusti. Si tratta di operazioni meccaniche, di cui questa fase è solo il primo processo di lavorazione: tramite apposite macchine si fa una cernita grossolana delle fibre tessili dalle parti legnose.
Da questo processo si ottengono le fibre, che possono essere lunghe o corte e di cui le prime sono sicuramente le più pregiate e complesse da lavorare.

Commercializzazione della Canapa: i maggiori utilizzi

La canapa è estremamente versatile ed è utilizzata negli ambiti più disparati.
Come abbiamo precedentemente detto, è largamente sfruttata nell’industria alimentare: i semi, l’olio e la farina sono degli ottimi alimenti, altamente nutrienti, che rafforzano il sistema immunitario e regolano i livelli di colesterolo. Abbiamo anche visto che essendo una materia prima preziosa, grazie alle sue proprietà antiossidanti e al suo altissimo quantitativo di tocoferoli e acido linolenico, viene spesso impiegata nell’ambito cosmetico.

Ma gli usi che se ne possono fare sono davvero molteplici.

Le fibre vegetali, robuste e facili da lavorare, oltre che durevoli, vengono utilizzate nell’industria tessile, garantendo tessuti naturali e robusti in alternativa al cotone. Inoltre la coltivazione della canapa, considerata la quantità di acqua di cui necessita e degli spazi che servono per coltivarla, oltre alle quantità di pesticidi quasi assenti che vengono impiegati, è meno impattante di quella del cotone a livello ambientale.

La parte legnosa del fusto può essere utilizzata per creare valide alternative meno inquinanti e più resistenti a oggetti di utilizzo quotidiano. Può essere ad esempio impiegata come materia prima per la produzione della carta, dalla quale si ricavano fogli sottili e resistenti con metà delle sostanze acide inquinanti normalmente usate, non avendo bisogno di cloro per il processo di sbiancamento.

Può essere impiegata anche in falegnameria o nell’edilizia. Dai fusti, particolarmente resistenti, si realizzano tavole di legno molto robuste oppure, se mischiati alla calce, si può ottenere un materiale ottimo per la costruzione di muri e di pavimentazioni.

Inoltre, è un elemento vegetale che si trova alla base della creazione di nuovi materiali innovativimeno inquinanti: ad esempio, la cellulosa di canapa è utilizzata per la produzione di materiali biodegradabili, ma anche biomassa combustibile priva di derivati del petrolio o bio-mattoni in grado di assorbire notevoli quantità di anidride carbonica e che hanno larga diffusione nella bio-edilizia.

Ha inoltre una buona capacità assorbente, motivo per cui i canapai aiutano anche a bonificare i terreni circostanti inquinati da sostanze chimiche. Questo processo si chiama fitobonifica: la canapa riesce ad assorbire grandi quantità di nichel, piombo e cadmio, pulendo naturalmente l’ambiente e permettendo di coltivare materiale destinato all’industria che allo stesso tempo sia eco-sostenibile.