Canapa in edilizia: sostenibilità e versatilità nella bioedilizia

Canapa in edilizia e bioedilizia

Non c’è da stupirsi se la canapa in edilizia è diventata uno dei materiali di punta del settore. Per la bioedilizia, i materiali derivati dalla canapa sono diventati un must: facile e veloce da coltivare, fornisce una gran quantità di
biomassa in minor tempo rispetto alle altre colture (in media, bastano 3 o 4 mesi affinché la pianta fiorisca). Inoltre, la sua coltivazione vanta anche un basso impatto ambientale: questa pianta infatti richiede poca acqua, molta luce naturale, pochi pesticidi, essendo raramente soggetta ad attacchi parassitari, e le sue radici bonificano il terreno dai metalli pesanti.
Una volta raccolta, tutte le parti della canapa possono essere sfruttate e le rimanenze sono facilmente biodegradabili. Non è un caso che tutti i nuovi biomateriali derivati siano ormai sempre più impiegati in diversi settori industriali come quello tessile, quello alimentare e cosmetico e, per l’appunto, della bioedilizia.

Nuove costruzioni sostenibili con la canapa e la bioedilizia

La bioedilizia (anche chiamata bioarchitettura) è un nuovo modo di progettare e costruire edifici secondo innovativi criteri etici, economici e sociali, che prevedono un sodalizio tra innovazione e basso impatto ambientale. Infatti, le costruzioni bioarchitettoniche contemplano l’utilizzo di materiali all’avanguardia e fonti di energia rinnovabile: motivo per cui, nelle nuove costruzioni della bioedilizia imperano i nuovi materiali derivati da calce e canapa, l’energia solare, i pannelli fotovoltaici, i materiali derivati dalla biomassa e l’impianto geotermico.

La filosofia alla base della bioedilizia è che il ciclo di costruzione di un edificio deve essere ecosostenibile ed ecocompatibile dall’inizio alla fine del processo: oltre all’utilizzo di materiali sostenibili e altamente performanti nelle strutture, devono essere impiegate anche nuove tecniche in grado di ridurre l’impatto ambientale delle costruzioni.

Vengono dunque adottati metodi standard appositamente rinnovati e vengono inoltre utilizzati nuovi materiali, come per l’appunto i biomattoni in calce e canapa ecc. Inutile dire che, di conseguenza, ci sia bisogno di una serie di competenze e conoscenze specifiche per operare in questo settore: oltre a dover restare sempre aggiornati sulle innovazioni in campo di edilizia sostenibile, è indispensabile anche avere una buona conoscenza dei vincoli ambientali del terreno sul quale si va ad operare e una scelta accurata dei materiali in base al loro impiego, tenendo in considerazione la destinazione finale della struttura per garantire il massimo comfort a livello visivo, acustico e termico, in un ambiente sano e sicuro.

La canapa in edilizia: i vantaggi per l’ambiente e per la nostra sicurezza

Come abbiamo precedentemente detto, la canapa in edilizia è uno dei materiali più sfruttati. Si tratta di un elemento a impatto quasi zero: le sue fibre naturali, resistenti e versatili, permettono di creare materiali eco sostenibili, vantaggiosi anche sotto il punto di vista economico e sociale. La canapa in edilizia, in base al modo in cui viene elaborata, può essere impiegata per la creazione di materiali ecosostenibili e molto duraturi in grado di sostituire legno, vetro, intonaci e
mattoni, grazie a una speciale miscela di calce e canapa con acqua.

Caratteristica principale di questi materiali è la loro proprietà antibatterica, che li rende resistenti a muffe, umidità e insetti. Inoltre, si tratta di biomateria ignifuga e dalle proprietà antisismiche, che conferisce alle case e agli edifici in generale resistenza e sicurezza in caso di eventuali fenomeni che potrebbero mettere a rischio la vita degli abitanti. Infatti, quando la silice naturalmente presente nella canapa entra in contatto con la calce idrata si ottengono dei biomattoni fortemente mineralizzati, un materiale ignifugo e resistente, a prova di condizioni atmosferiche estreme.

Inoltre, è stato brevettato un nuovo tipo di sistema antisismico e isolante, sia a livello acustico che termico, sempre grazie alla fibra della canapa. Perciò, i nuovi biomateriali si prospettano essere i protagonisti dell’edilizia del futuro, totalmente sostenibili e sicuri, anche per il nostro benessere. Insomma, la canapa in edilizia è ormai una realtà concreta che si sta rapidamente diffondendo e i cui benefici non si riflettono solo sull’ambiente, ma anche su di noi.

I vantaggi della bioedilizia per la salute

Non tutti sanno che l’impiego della canapa in edilizia ha risvolti positivi anche sul nostro benessere fisico e mentale. Quando si parla di inquinamento, il nostro immaginario ci porta immediatamente a pensare a smog, plastica, contaminazione delle acque e del cibo. Non tutti sanno, però, che l’inquinamento interno agli edifici paradossalmente può essere fino a sette volte maggiore rispetto a quello esterno: si parla, in questo caso, di “inquinamento indoor“. Estremamente sottovalutato, riguarda proprio l’aria che respiriamo nelle nostre case e nei nostri uffici.
Oltre alle polveri sottili, anche i VOC (composti organici volatili) vengono inalati quando respiriamo. Si tratta di sostanze chimiche con le quali entriamo in contatto quotidianamente e alle quali sono dovuti vari malesseri lievi come secchezza delle mucose, torpore, sonnolenza e mal di testa, tutti sintomi che poi scompaiono non appena usciamo di casa.

Considerato che in Europa la popolazione passa il 90% del suo tempo in ambienti chiusi, è facile intuire quanto l’inquinamento interno possa essere nocivo per il benessere della persona.
È qui che entra in gioco il ruolo della canapa nella bioedilizia: gli edifici costruiti con biomateriali sono «carbon negative», perché la canapa è in grado di sintetizzare il carbonio (un metro cubo di canapa può imprigionare fino a 108kg di cO2). I materiali in canapa permettono dunque di vivere in un ambiente più pulito e sano: da non sottovalutare le proprietà antibatteriche e antifungine dei materiali in canapa, che rendono gli spazi sanificati e puliti.

La fibra di canapa in edilizia: estrazione e utilizzo

La canapa in edilizia è largamente impiegata: dal fusto della pianta si possono estrarre le fibre, estremamente versatili e utilizzabili nei settori più disparati. L’estrazione della fibra è abbastanza complessa: il primo passaggio è la macerazione, che prevede l’immersione dei fusti in acqua e che porta al rilascio della fibra di canapa. Normalmente avviene in canali o in corsi d’acqua corrente. Il secondo passaggio fondamentale per la raccolta delle fibre è la stigliatura,ovvero il processo di separazione delle fibre dai fusti.
In questo modo si ottengono appunto le fibre, che possono essere lunghe o corte. Le fibre lunghe sono sicuramente le più pregiate e complesse da lavorare, normalmente destinate all’industria tessile per la realizzazione di tessuti e abiti.
In ogni caso, sia le lunghe che le corte sono particolarmente robuste e durevoli, punto a loro favore per quanto riguarda l’impiego nella bioedilizia. Infatti, grazie alla fibra di canapa in edilizia è possibile realizzare nuovi materiali resistenti, sicuri e sostenibili, ma soprattutto durevoli: non a caso, le case in canapa possono durare anche più di trecento anni.

Altra parte della pianta importantissima nella bioedilizia è il canapulo: infatti è ricco di silicio, elemento che conferisce ai materiali in biocanapa capacità ignifughe e isolanti, oltre ad essere particolarmente performante per quanto riguarda l’assorbimento dei liquidi. Con la cellulosa di canapa, inoltre, si possono creare delle nuove e innovative bioplastiche riciclabili, in grado di sostituire i derivati del petrolio.
Per fare qualche esempio, i pannelli di canapa sono sempre più diffusi. Li si ottiene riducendo in trucioli i fusti della pianta, rilegandoli poi con sostanze naturali come amido o colle di origine vegetale. Infine vengono pressati ad alte temperature, creando così dei pannelli resistenti e leggeri.

Calce e canapa in edilizia: i nuovi materiali sostenibili

Come abbiamo già detto, i composti di calce e canapa in edilizia dilagano, soprattutto per quanto riguarda i materiali innovativi. Oltre ad essere una pianta facile da coltivare e ad essere praticamente a impatto zero, grazie ai derivati della canapa in edilizia si possono ottenere molti sostituti di materiali largamente inquinanti come i mattoni, il vetro, la plastica, i cappotti e gli isolanti.
In particolare, il composto di calce e canapa in edilizia permette di ottenere moltissimi materiali altamente performanti da impiegare nella bioedilizia.
Questo composto di calce, acqua e canapulo (ovvero la parte legnosa della pianta), in base al dosaggio dei tre elementi, può essere impiegato per realizzare muri di tamponamento, blocchi in calce e canapa, isolanti, termointonaco e, soprattutto, biomattoni, ovvero blocchi prefabbricati di diversi spessori, in base alla destinazione. Questo tipo di mattone permette di arginare l’impatto ambientale già nella fase di produzione. Inoltre, con i mattoni in calce e canapa si possono comodamente costruire muri perimetrali particolarmente efficienti per quanto riguarda l’isolamento termico e acustico. È un materiale resistentissimo, permeabile al vapore e deumidificante, che non si degrada o distrugge a causa di gelo, fuoco, muffe, vapori, insetti e altri animali. Giunto alla fine del suo ciclo, il biomattone è totalmente biodegradabile. I blocchi in calce e canapa sono davvero il materiale del futuro: si calcola infatti che, per un muro di 125 metri quadrati, se per un classico muro di calcestruzzo vengono prodotti fino a 8.746kg di cO2, un muro in calce e canapa, in edilizia, addirittura assorbe emissioni, arrivando a un numero pari a -13.699 kg di cO2 assorbiti. Inoltre, di 90.135 litri di acqua impiegati nella costruzione del muro in calcestruzzo, nel caso della costruzione di calce e canapa in edilizia si parla di “soli” 19.466 litri.

L’utilizzo di materiali in calce e canapa in edilizia, oltre a permettere di abbattere notevolmente l’impatto ambientale, restituisce anche ambienti rilassanti e benefici per la persona, utilizzando materiali riciclabili e salubri, riducendo i consumi energetici e il funzionamento degli impianti, caratteristiche che, in un mondo ad alto impatto ambientale come il nostro, contraddistinguono la bioedilizia.

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